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ITTIOLITOLOGIA VERONESE del Museo Bozziano. Ora ammesso a quello del Conte Giovambattista Gazola e di Altri Gabinetti fossili veronesi. Con la versione latina.

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LOC17-629 Verona Stamperia Giuliari 1796 , , ,
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2 voll. in folio max (mm.550×392), pp.LII, CCCXXIII; 76 (tavv), leg. carta color. coeva, in elegante cofanetto mod. rigido di protezione in cart. dec. con legacci. Con 76 tavv. in rame comprendenti 1 carta topografica del territorio veronese e una veduta. Prima e unica edizione della più importante opera del XVIII sui pesci fossili in cui su 76 splendide tavv. in rame, la maggior parte anche più volte ripiegate, sono descritte ben 123 specie fossili conservati al Museo Bozziano, di cui il Volta (Mantova 1764-1842) era Direttore. La maggior parte di questa raccolta proviene dalle montagne di Bolca nel veronese, ed è qui per la prima volta scientificamente descritta. L’opera inoltre costituisce la “fatica” editoriale maggiore della stamperia veronese ed è considerata il suo capolavoro. Alla luce delle nuove scoperte fossili nelle montagne veronesi di Bolca, alla fine del Settecento, il tipografo Giuliari radunò intellettuali, artisti, fonditori italiani e stranieri con l’intenzione di creare una vera e propria “società” il cui fine doveva essere la realizzazione del grande catalogo illustrato dei reperti. Radunò dunque il mantovano Leopoldo Serafino Volta per i testi, Leonardo Manzati per i disegni, i filologi Luigi Fortis e Luigi Trevisani per la traduzione latina, e gli artisti Andrea de Bernardis, Giacomo Mercoli e Giuseppe Dall’Acqua per le incisioni. Intanto in Francia scoppiava la rivoluzione e Verona era messa a ferro e fuoco tra Francesi e Austriaci. Nonostante ciò, la tipografia diede alle stampe il primo fascicolo in folio massimo con la data 1796, non usando troppa attenzione alle carte che non bene asciugate mantennero una tinta un pò più scura delle altre. Gli anni difficili crearono alla tipografia difficoltà economiche sempre maggiori ma il Giuliari mai rinunciò al suo ambizioso progetto che tanto gli stava a cuore: sospeso, corretto, revisionato e finalmente concluso nel 1809 fu dato alle stampe in soli 737 esemplari, mantenendo la data del 1796, in carta distinta delle cartiere di Toscolano. ma pochi furono gli associati e nonostante di tentativi del Giuliari di farne acquistare un numero importante di copie in Francia dal Bonaparte e a Londra dalla Reale Accademia, nei magazzini ne rimasero ben 500 copie. Le tavole sono di straordinaria bellezza anche per la freschezza dell’incisione, alcune di dimensioni eccezionali perchè riproducono i fossili nelle loro dimensioni reali, come nel caso del “Torpedo” (tav.71) che misura ben 150 cm di lunghezza. Interventi di restauro alla carta dei dorsi, qualche forellino di tarlo marginale, tracce di sporco ma ottimo esemplare.